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INCUBI O PAVOR NOCTURNUS?

È mai capitato a voi o a qualcuno che conoscete di avere bambini che sperimentano incubi veramente terribili da cui sembrano non riuscire più ad uscire, anche se all’apparenza si sono già svegliati?

In effetti non è così raro.

Fra i 18 mesi ed i sei anni di età -ma anche più avanti- ai bambini può capitare di imbattersi nel terrore notturno, o pavor nocturnus: uno stato in cui nella prima parte del sonno il bambino di soprassalto urla, piange, si agita, ha gli occhi aperti e sembra sveglio ma in realtà non è presente a ciò che lo circonda, non risponde alle persone che gli sono accanto nè tantomeno risponde agli sguardi, sembra inconsolabile e terrorizzato.

Qualsiasi genitore, non essendo a conoscenza delle caratteristiche di questo particolare tipo di incubo terrorizzante, cercherebbe di farsi guardare dal bambino per rassicurarlo, di abbracciarlo o stringerlo a sè tentando di “farlo uscire” da questo suo stato di terrore…ma non è questa la strada giusta!

Il bambino infatti non è sveglio, non può rispondere, non vi vede, potrebbe interpretatre un vostro abbraccio come una costrizione, spaventandosi maggiormente. In queste situazioni è preferibile cercare di mantenere la calma, non toccare il piccolo se non per contenerlo nel caso si possa fare del male, con delicatezza, lasciarlo sfogare, parlargli a bassa voce per fargli capire che siete presenti vicino a lui, magari cantare la sua canzoncina preferita, in modo da provare a riportarlo ad un maggiore stato di serenità.

Non dovete temere che possa rimanere traumatizzato da questo tipo di incubo, perchè l’indomani non lo ricorderà nemmeno, probabilmente vi sarete spaventati di più voi!

Questi episodi di pavor nocturnus sono spesso legati a periodi di stress che il bambino sta attraversando durante una sua particolare fase evolutiva o alla mancata possibilità di esprimere liberamente le sue emozioni.

È bene quindi lasciare che durante la giornata il bambino possa esprimere liberamente anche rabbia, frustrazione, aggressività o paura senza sminuirlo, spaventarci o cercare di reprimerlo.

E’ inutile cercare di rifuggire le emozioni spiacevoli, sia per noi che per i nostri bambini, è più salutare farci i conti, conoscerle, accettarle e lasciarle sfogare in modo naturale… altrimenti potrebbero non lasciarci dormire sonni tranquilli ripresentandosi sotto forma di terrori notturni!